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[RECENSIONE] Tor, saga il cuore del lupo ∼ un fantasy da scoprire!

Ciao a tutti e buon lunedì!

Per me, questo lunedì è particolarmente speciale, perchè mi trovo in Trentino per un paio di giorni di relax. Ne approfitto per parlarvi di un romanzo che ho letto recentemente e che mi è rimasto nel cuore: Tor di G.D Light. Si tratta del primo volume della saga fantasy “Il cuore di lupo”. Ringrazio innanzitutto l’autrice G.D Light per avermi inviato questo gioiellino, vi lascio alla sinossi e poi alla mia recensione.

Quanto può essere reale un sogno?
La tranquilla e ordinaria vita di Aurora viene interrotta da sogni strani e incessanti che hanno un unico protagonista: un enorme lupo nero.
Ogni notte ormai è diventata un viaggio nella vita di un altro, e che riempie Aurora di frustrazione e inquietudine. Durante l’ultimo sogno, però, accade qualcosa di diverso. La ragazza vede l’animale in pericolo e prova il desiderio di aiutarlo.
In quell’istante la sua vita verrà stravolta. Prende corpo così un viaggio in una realtà di lupi e magia, dove il protagonista dei suoi sogni diventerà il personaggio principale delle sue giornate.

Aurora si è da poco trasferita a Sant’Agata, dove lavora come bibliotecaria. La sua tranquilla vita viene però scossa da continui sogni, troppo realistici per essere frutto della sua fantasia. Il protagonista di questi sogni è un enorme lupo nero. Quando l’animale si trova in pericolo, Aurora vuole a tutti i costi aiutarlo, e si ritrova così all’interno di quel mondo che per lungo tempo ha sognato. Per lei inizia un’avventura alla scoperta di un regno abitato da lupi, maghi e creature magiche. Non si fa attendere una minaccia sconosciuta che incombe su tutti i lupi. Aurora e gli altri sono in pericolo…

∼ RECENSIONE

Non sapevo che cosa aspettarmi da Tor quando ho iniziato la lettura, ma sono bastate poche pagine per coinvolgermi completamente nella storia. Con l’arrivo di Aurora nel Regno, il mio interesse è cresciuto ancora di più, fino a esplodere nel svilupparsi dell’amicizia tra Aurora (Rori) e Tor.

Tutti i lupi del Regno hanno la capacità di trasformarsi in umani, ad esclusione di Tor, il lupo alfa. A causa di una maledizione, è infatti costretto a mantenere la sua forma animale fino alla morte. Tor è in assoluto il mio preferito! Trovo che l’autrice sia riuscita a bilanciare alla perfezione il suo essere animale, con caratteristiche e sentimenti umani.

La scelta di utilizzare la prima persona e di alternare il punto di vista dei due protagonisti, a mio parere risulta vincente. Permette infatti di avere una visione più ampia su entrambi, scoprendone anche i sentimenti più profondi e affezionarsi di conseguenza a loro.

In questo primo volume ci vengono offerte degli scorci del magico mondo che circonda Imperia, oltre a un accenno sulla storia del Regno e degli abitanti che lo abitano. Tor è ambientato prevalentemente a Imperia, nel palazzo dove vive l’alfa insieme agli altri lupi. Spero che il seguito mi porterà alla scoperta del Regno, mi piacerebbe conoscere meglio gli altri abitanti e immergermi nelle descrizioni di quei luoghi magici, che sono così accurati da sembrare reali.

Non potete immaginare la gioia nell’apprendere che di Tor è appena usciro il seguito: Il fiore della notte.

Il mio voto per questo romanzo è di 4,5 su 5.

Perchè leggere questo romanzo?

Tor è diverso da qualsiasi libro abbia mai letto in precedenza. L’autrice è riuscita a sviluppare l’idea di un animale con sentimenti umani, senza renderlo banale o strano. Ha costruito un mondo che spinge a voler scoprire sempre di più, a divorare la pagine una dopo l’altra.

Tor è inoltre vendita su amazon a soli 0,99€, e nei principali store online. Il fiore della notte, seguito di Tor, è disponibile a 1,99€ su amazon. 

Non ho dato un 5 pieno a questa lettura, per il semplice fatto che (come ormai sapete) difficilmente mi spingo oltre il 4,5, se non per letture al livello di Harry Potter. Inoltre non mi ha fatto impazzire la copertina, che è l’unico appunto negativo che attribuisco al romanzo.


Spero di leggere presto il seguito, di cui vi riporto la sinossi.

∼ IL FIORE DELLA NOTTE

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Dopo mesi passati nella città dei lupi, Aurora riconosce finalmente i sentimenti che prova per Tor, anche se sono ancora confusi e difficili da accettare.
Non ha molto tempo per riflettere sul suo amore impossibile poiché deve partire per una spedizione a Orias, Capitale dei maghi.
Tutto cambia quando vengono attaccati. Il nemico invisibile che sembra aver deciso di dar vita a una guerra con i lupi, la fa prigioniera. Per la ragazza inizia una schiavitù che la segnerà nel profondo.
Intanto, a Imperia, Tor è scomparso e un giovane, bellissimo e tenebroso, arriverà a palazzo creando scompiglio…

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[RECENSIONE] Il Trono di Ghiaccio – Sarah J. Maas

Ciao a tutti, come state passando questo periodo estivo?

So di essere stata un po’ latitante nell’ultimo periodo, ma sono stata molto impegnata al lavoro. Non temete però, nei prossimi giorni recupererò con articoli, curiosità e recensioni!

Iniziamo da un libro che ho finito di leggere la scorsa settimana, Il trono di ghiaccio. Se avete letto l’appuntamento della rubrica La mia Wishlist, del mese scorso, saprete che desideravo acquistare questa saga. Ho avuto una piacevole sorpresa e per il compleanno ho ricevuto l’intera serie di libri! Ecco quindi la mia recensione del romanzo…

Nessuno esce vivo dalle miniere di Endovier. Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, è lì rinchiusa da un anno e quando le offrono la possibilità di diventare sicario di corte, non esita neppure un istante ad accettare. Ma la lotta è appena all’inizio: Celaena deve affrontare ventitré contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e dopo quattro anni di servizio sarà libera.
Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delle Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l’amore e il talento non bastano per vincere. Nel castello un pericolo insidioso è in agguato, e ben presto Celaena capisce che le persone di cui fidarsi sono sempre meno… A lei spetta il compito di estirpare l’oscura minaccia, prima che distrugga il loro mondo.

Celaena è stata cresciuta per diventare la migliore assassina del regno di Adarlan, ma viene tradita e rinchiusa nelle miniere di Endovier, da cui nessuno esce vivo e fuggire è impossibile. Il principe Dorian, dopo un anno di reclusione, le offre la possibilità di lasciare quel luogo e partecipare ad una gara alla corte del Re. Il vincitore diventerà infatti il Paladino del Sovrano, e se Celaena vincesse, sarebbe libera dopo quattro anni al suo servizio.

Celaena giorno dopo giorno, tra allenamenti e tempo libero, si avvicina sempre di più al principe e a Chaol, il capo delle guardie. Fa anche la conoscenza di Nehemia, principessa di Ellywe, con la quale stringe una sincera amicizia, che le sarà fondamentale con il proseguire della storia.

Dei misteriosi omicidi turberanno però la quiete del castello, un pericolo è infatti dietro l’angolo…

Recensione

Devo ammettere che la trama non mi ispirava molto, ma ero incuriosita dalle numerose recensioni positive e quindi ho deciso di inserirlo comunque nella Wishlist. Devo ammettere che mi sono ricreduta immediatamente!

celeana.jpgCredo che il punto di forza di questo libro sia proprio la protagonista, Celaena. Inizialmente viene introdotta come un’assassina spietata, priva di sentimenti e vendicativa. Tuttavia con il passare del tempo si rivela una ragazza molto più complessa, segnata dal proprio passato più di quanto voglia lasciar trasparire. Celaena è coraggiosa e impietosa, ma anche estremamente fragile e diposta a sacrificarsi per gli altri. Se dovessi trovare un lato negativo del suo personaggio è l’età. L’ho trovata un po’ troppo “giovane” per essere già considerata la miglior assassina del mondo. Inoltre, nell’ultimo anno è stata rinchiusa nelle miniere e quindi a diciassette anni aveva già una grande fama.

“Abbiamo tutti le nostre cicatrici, le mie sono semplicemente più visibili di altre”

Passiamo a Dorian, il principe buono e bello che prova dei sentimenti per l’assassina, ostacolati però dalla sua posizione a corte. Devo ammettere che Dorian mi ha lasciata piuttosto indifferente, non che il suo non sia un personaggio costruito a dovere, anzi…eppure mi sono ritrovata a tifare per Chaol, per tutta la durata del libro.

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Adoro Chaol, seriamente. Amo il suo rapporto con Celaena, il loro continuo punzecchiarsi, e il crescente affetto che prova per lei. Mi è piaciuto che fosse combattuto tra il fidarsi, oppure no di lei. É una caratteristica che lo rende molto più umano. Molto spesso vorrebbe lasciarsi andare ed essere se stesso, ma ritorna sempre sui suoi passi, scegliendo la strada più giusta. Eppure, in rare occasioni, abbandona la sua corazza da uomo serio, rivelando una persona buona e divertente.

“Arrivare secondi è come essere i primi dei perdenti”

Personaggi a parte, ho avuto la sensazione di sapere ancora troppo poco di questo magico mondo creato da Sarah J. Maas. Il primo libro si focalizza quasi interamente sul torneo e sui personaggi principali, lasciando in secondo piano tutto il resto. Anche se devo ammettere che non mancano momenti di magia, azione, omicidi misteriosi, fantasmi, simboli sconosciuti e tanto altro!

Per quanto riguarda lo stile della scrittrice, devo dire che è piacevolmente scorrevole, privo delle lunghe descrizioni tipiche dei romanzi fantasy. Questo aspetto da un lato l’ho apprezzato, mentre dall’altro l’ho trovato un po’ “limitante”. Avrei gradito infatti, qualche descrizione più accurata degli interni del palazzo.

Esistono anche diverse novelle prequel, che al momento non ho ancora letto. Ho visto che molte blogger consigliano di leggerle prima di iniziare Il trono di ghiaccio, in modo da avere una visione più ampia della protagonista.

Concludendo, devo dire che era da tempo che non trovavo una saga che mi piacesse così tanto!

Il mio voto per questo libro è di 4,5 su 5


Voi lo avete letto? Vi è piaciuto?

Se volete acquistare Il trono di ghiaccio potete farlo qui.

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Fonte immagini: wikia.com

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Senza Volto ∼ Un intrigante mistero nella Venezia del 1701

Ciao a tutti e buon inizio settimana!

Oggi sono particolarmente emozionata nel presentarvi un piccolo capolavoro di un autore emergente, Senza Volto di Andrea Engheben. Vi porterò infatti, con me in un viaggio per le vie e i canali della Venezia del 1701. Se volete scoprirne di più, proseguite con la lettura!

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Venezia, 1701. Niccolò Salvier, membro dei “servizi segreti” veneziani, si trova a indagare sull’omicidio dell’ambasciatore francese, mandato da Luigi XIV a trattare con il Doge. Angelica Baldan è invece una giovane nobildonna, sposata con Giovanni, un patrizio sempre in bilico sull’orlo della bancarotta, che per rimediare si dedica clandestinamente al commercio di tulipani. Entrambi vengono avvicinati da un uomo sempre in maschera: il Fante di cuori. Su quest’ultimo aleggiano molte leggende: c’è chi lo vede come un omicida, chi come un amante libertino e altri come un fantasma. Angelica e Niccolò non sanno chi, o cosa, ci sia dietro la maschera. Il Fante è uno che parla molto, ma in effetti non dice molto. Quello che sanno è che prima che l’uomo senza volto si interessasse a loro (il che implicherà complotti, amori, omicidi, inseguimenti e rapimenti) la loro vita era decisamente più tranquilla, ma forse non era quella giusta per loro. I due dovranno quindi imparare a indossare certe maschere e a toglierne altre, quelle sottocutanee. Quelle che non sappiamo nemmeno di portare, ma che spesso tengono nascoste verità che non andrebbero mai celate.

La trama segue principalmente le vicende dei protagonisti, Niccolò Salvier, membro dei servizi segreti della città e Angelica Baldan, nobildonna intrappolata in un matrimonio infelice. I loro destini vengono incrociati dall’incontro con un misterioso uomo mascherato, Il Fante di Cuori. Da quel momento saranno costretti a togliere le proprie maschere ed affrontare la loro vera natura.

Niccolò e Angelica sono entrambi personaggi complessi, che si nascondono in una vita che li soffoca, obbligandoli a celare il proprio essere di fronte al resto del mondo. Ho trovato la costruzione dei loro caratteri molto interessante e soprattutto riflessiva. Alla fine non siamo tutti come Niccolò e Angelica? Non tendiamo forse a nascondere chi siamo realmente?

Proseguendo con la lettura, la storia subisce in più occasioni delle digressioni, che seguono comunque un filo logico, e alla fine si rivelano fondamentali ai fini della trama. Ci vengono quindi introdotti nuovi personaggi, e approfonditi altri, come il Fante di Cuori. La curiosità, soprattutto nei riguardi di quest’ultimo personaggio, è una costante che si ripropone per tutta la durata del libro. Chi è il fante di cuori? La voglia di scoprire chi si cela dietro alla maschera è così forte, che non possiamo fare altro che divorare le pagine una dopo l’altra.

«Presto Angelica capirete che le cose che non esistono sono spesso le migliori.»

Senza Volto non è solo un romanzo storico ambientato a Venezia, ma è l’unione di diversi generi letterari, combinati in una trama perfettamente riuscita. Abbiamo infatti il mistero, il giallo, ma anche l’amore, il tutto condito da omicidi, sesso e violenza.

La città di Venezia gioca un ruolo fondamentale nella trama, non fa da sfondo alla vicende dei personaggi, ma vive e respira come uno di loro, riuscendo a spiccare e diventando essa stessa la vera protagonista. Purtroppo non ho avuto la fortuna di visitare realmente questa splendida città, ma l’autore è riuscito a farmela vivere attraverso le pagine del suo romanzo. Senza Volto è l’esempio perfetto di come la lettura a volte sia uno splendido viaggio.

La qualità che mi ha colpita maggiormente è l’accuratezza storica, frutto senza dubbio di una profonda ricerca da parte dell’autore. Questa ricerca ha permesso alla storia di risultare molto credibile, così come i personaggi.

“Il dolore fisico si può sopportare, si può perché è lontano, ristretto, limitato e soprattutto o guarisce o uccide, non può durare per sempre. La sofferenza dell’anima, invece, è cosa assai diversa. Può essere eterna, totale, insopportabile, ma allo stesso tempo non mortale.”

Ho amato il suo stile, accurato e ricco di dettagli, ma al tempo stesso scorrevole e pulito. Nonostante sia un romanzo ambientato nel 1701, è profondamente moderno e frizzante, denso di spunti di riflessione. Un apprezzamento va anche alla copertina, che personalmente ho trovato molto accattivante.

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Sinceramente non riesco a trovare difetti in questa lettura! Non gli do 5 perchè chi legge le mie recensioni sa che non lo faccio mai. Per me infatti, il massimo dei voti spetta solamente a quei libri che mi hanno cambiato la vita e che si contano sulle dita di una mano.

Il mio voto è di 4,75 su 5.

Ringrazio Andrea Engheben per avermi permesso di leggere questo bellissimo libro. Vi invito ad acquistarlo perchè ne vale davvero la pena!

Il prezzo per la copertina flessibile è di 13,90 su amazon e di 2,99€ per l’e-book (gratis per kindle unlimited). Se volete saperne di più, potete visitare la pagina facebook del libro cliccando qui.

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[RECENSIONE] Dentro l’acqua di Paula Hawkins

Ciao a tutti!

Come vi avevo già accennato tempo fa, insieme ad altre ragazze ho dato vita a un club del libro, dove periodicamente scegliamo una lettura di cui discutere insieme. Il libro di questo mese è Dentro l’Acqua della scrittrice Paula Hawkins, conosciuta per il bestseller La ragazza del treno, di cui vi ho parlato qui.

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Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

Non fidarti di una superficie troppo calma. Lascia che l’acqua ti racconti la sua storia.

L’anno scorso, dopo aver sentito così tanto parlare della Ragazza del treno, ho deciso di leggerlo. Ammetto che non riuscivo a staccarmi dalle pagine, e sono stata sveglia finchè non l’ho finito, anche se alla fine l’ho trovato comunque sopravvalutato. Quando è uscito Dentro l’Acqua ero spinta dalla curiosità di leggerlo, e l’ho proposto per il club del libro.

Julia ha preso le distanze dal suo difficile passato, ha tagliato i ponti con sua sorella Nel e si è trasferita lontano dalla sua cittadina natale. Quando però Nel viene ritrovata morta nel fiume, Julia è costretta a fare ritorno a Beckford per prendersi cura nella nipote Lena, adolescente dal carattere problematico. Lena è sicura che la madre l’abbia abbandonata, scegliendo di buttarsi, Julia invece sa che Nel non l’avrebbe mai fatto, poichè era ossessionata da quel fiume e dalle storie che lo riguardavano.

Premetto che la trama mi intrigava molto, ma fin dalle prime pagine il mio entusiasmo ha subito un brusco arresto. Paula Hawkins ha uno stile di scrittura molto particolare, che difficilmente si trova in altri scrittori, eppure in questo romanzo risulta troppo dispersivo. La scrittrice alterna continuamente i punti di vista dei personaggi, che sono numerosi. Più volte durante la lettura mi sono dovuta fermare e fare un ripasso dei protagonisti, infatti, soprattutto all’inizio, è difficile memorizzare tutti quei nomi e i rispettivi ruoli nella trama. Inoltre non mi è piaciuto il continuo cambio di tempi verbali e il passaggio da prima a terza persona.

Ritengo sia fondamentale che un libro di questo genere, tenga il lettore incollato alle pagine, stuzzicando la sua curiosità e infondendogli anche un pizzico di ansia. Dentro l’acqua mi ha lasciata indifferente e credo che non potesse esserci sentenza peggiore. Non ho provato alcun desiderio di proseguire, se non negli ultimi capitoli, dove la curiosità si è sollevata lievemente.

Tra le note positive abbiamo il personaggio di Julia, mi sono piaciuti i flashback che la riguardavano e il difficile rapporto con la sorella Nel. Con il svilupparsi della storia, scopriamo il motivo che le ha portate ad allontanarsi, motivo che dona più profondità di carattere alle due sorelle. Avrei preferito un unico punto di vista, ovvero quello di Julia, che nonostante il poco spazio dedicatole, riesce comunque a spiccare.

Ho apprezzato anche le ultimissime pagine del romanzo, che riservano un colpo di scena, sottile, ma ben pensato.

Di questo libro non è la trama il problema principale, ma lo stile troppo confuso della scrittrice. Dentro l’acqua poteva essere un thriller avvincente, ma risulta invece spento  e deludente, un vero peccato.

Il mio voto per questo romanzo è di 2 su 5.

Voi lo avete letto? Non dimenticate di lasciarmi un commento!

 

 

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[RECENSIONE IN ANTEPRIMA] Wolf – Il giorno della vendetta

Ciao a tutti e buon lunedì!

Oggi voglio presentarvi in anteprima un libro davvero speciale, che ho letto e recensito per voi, Wolf – Il giorno della vendetta, secondo capitolo della duologia di Ryan Graudin. Ringrazio la casa editrice DeA Planeta Libri per questa opportunità, vi lascio alla sinossi e alla mia opinione in merito.

È il 1956 e il mondo è in fermento: dopo decenni di dominio assoluto, Hitler è stato assassinato e la Resistenza è pronta a prendere le armi. A innescare la scintilla è stata Yael, la ragazza dagli straordinari poteri mutaforma, miracolosamente sopravvissuta al campo di concentramento. È solo grazie al suo coraggio se il Nuovo Ordine ha le ore contate. O almeno così tutti credono. Ma la verità è molto più complicata di come appare, e le conseguenze di quanto è accaduto sono devastanti. Ora Yael è in fuga in territorio nemico. Non è sola, però. Insieme a lei ci sono Luka e Felix, i due ragazzi che ha dovuto tradire per portare a termine la sua missione e che adesso vuole proteggere a ogni costo. Ed è nel bel mezzo del caos che il passato e il futuro di Yael si scontrano, obbligandola a fare i conti con i propri sentimenti. Odio e amore, vendetta e perdono. Scegliere non è facile, soprattutto quando sul piatto della bilancia ci sono da un lato il destino del mondo intero e dall’altro la vita di chi ama. Quale sarà la scelta di Yael? Vita o morte?

Yael è una mutaforme, risultato del crudele progetto segreto voluto da Hitler. É in grado di cambiare aspetto a proprio piacimento, ed è proprio grazie a questa qualità che viene scelta dalla Resistenza per assassinare Hitler e far cadere il terzo Reich. Assumendo l’aspetto di Adele, Yael era consapevole di correre dei rischi, ma non avrebbe mai immaginato che sarebbe stato così complicato e soprattutto, non avrebbe mai creduto che sarebbero entrati in gioco sentimenti fino ad allora sconosciuti.

Yael ha però portato a termine la propria missione, si è trovata al cospetto del Führer e lo ha assassinato. Per farlo, è stata costretta a tradire, ma per un bene superiore tutto è lecito. Il suo viso, o meglio quello di Adele è su tutti gli schermi televisivi del mondo e ora Yael è in fuga…

“Per tutta la vita Yael aveva lottato per ritrovare quel che aveva perduto: il sé precedente alle siringhe del dottor Geyer. Per un momento, tra il grido e lo sparo, l’aveva rivendicato. Era stata del tutto se stessa: Yael. Detenuta 121358ΔX. La morte del Führer.”

Recensione

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Ammetto che è piuttosto difficile scrivere una recensione di questo romanzo senza spoilerare l’intera trama, ma voglio provarci ugualmente, soffermandomi sulle qualità che ho apprezzato maggiormente e sul perchè questo libro valga la pena di essere letto.

Riuscite a immaginare un mondo in cui Il Terzo Reich ha vinto la seconda guerra mondiale? Un mondo in cui Hitler non è morto, ma continua a disseminare odio e terrore?

Ryan Graudin ha preso questa idea, ha dato alla protagonista una capacità tipica dei romanzi fantasy/fantascientifici e gli ha uniti in un mix vincente.  La trama alterna momenti nel presente della storia, a flashback della vita di Yael, Luka e Felix. Ho amato questi capitoli sul passato, perché mi hanno permesso di capire lo sviluppo dei protagonisti e i motivi che gli hanno portati ad essere tali.

Wolf mette nero su bianco una parte di storia reale e raccapricciante, spesso sconosciuta al pubblico. Durante la Seconda Guerra Mondiale, vennero infatti condotti numerosi esperimenti su esseri umani considerati inferiori, veri e propri crimini contro l’umanità mirati all’ottenimento di una razza “pura”. Yael è sopravvisuta a queste atrocità, condotte per uno scopo ben preciso, rendere Hitler immortale. Yael inizia quindi a chiedersi, il Führer può davvero essere ucciso?

Ciò che spesso mi fa storcere il naso in libri come questi, è la presenza di una protagonista fin troppo perfetta per essere considerata reale. Non è il caso di Yael, che risulta sì essere coraggiosa e disposta a tutto pur di conseguire il proprio obiettivo, ma è anche una giovane donna profondamente segnata dalle perdite subite. É proprio la morte dei suoi cari, e il tatuaggio che li ricorda, a darle la spinta per desiderare un mondo migliore.

Luka ha sempre saputo che la ragazza che credeva essere Adele, era troppo diversa dalla persona che aveva conosciuto in passato. Spettatore dell’assassinio di Hitler e della trasformazione di Adele, decide di seguirla e scoprire chi si cela dietro il suo aspetto. Ho amato il personaggio di Luka, l’ho osservato passare da un’ombra sullo sfondo, a schierarsi in prima linea. E se in un primo momento fugge dalla sua vita per paura di essere incriminato, con il passare del tempo si rende conto di non poter più restare indifferente.

Felix è un altro personaggio complesso e ben strutturato, che ho apprezzato molto, nonostante sono certa che tanti di voi lo odieranno. Vi chiedo quindi: se la vostra famiglia venisse minacciata dalla Gestapo come reagireste? Sareste disposti a tradire la fiducia di chi vi sta vicino pur di salvarli?

Perchè ho amato questo libro?

L’ho amato, perché ci mostra una vita che sarebbe potuta essere reale se Hitler non fosse stato sconfitto, perché il razzismo è ancora purtroppo parte integrante della nostra vita, perché se c’è qualcosa che la storia ci ha insegnato, è che atrocità come queste non dovrebbero mai più accadere.

Il mio voto per questo romanzo è di 4,5 su 5.

Spero che darete a questa lettura una possibilità, perchè non è solo una storia con una bella trama, è complessa, ma al tempo stesso incredibilmente scorrevole e avvincente. Vi posso garantire che i personaggi Yael, Luka e Felix vi entraranno nel cuore, e quando arriverete all’ultima pagina non riuscirete a trattenere le lacrime.


 Wolf 2 – il giorno della vendetta esce domani, potete preordinarlo qui.

Se non avete ancora letto il primo volume, Wolf – la ragazza che sfidò il destino, potete acquistarlo qui al prezzo di 9,27€.

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È il 1956 e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell’Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio? Un incontro con il supersorvegliato Führer, al Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque
lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via. Ora la Resistenza le ha dato un’occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler… e ucciderlo davanti a milioni di spettatori. Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia. Anche quelle di Adele Wolfe, la Vincitrice dell’anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile…

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[RECENSIONE IN ANTEPRIMA] Absence di Chiara Panzuti – il primo volume della trilogia made in italy

Ciao a tutti e buon lunedì!

So che vi avevo promesso questa recensione ieri, ma il lavoro mi ha assorbita completamente e non sono riuscita a pubblicarla prima di oggi.

Innanzitutto ringrazio la casa editrice LainYa per avermi inviato Absence – Il gioco dei quattro in anteprima. Vi lascio alla sinossi del romanzo e poi alla mia recensione.

absence

Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso e apparentemente folle, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13′07″S 78°30′35″W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo. Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci? Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità? Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi. Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.

Faith ha uno strano modo di imprimere un ricordo nella memoria, un semplice scatto con le mani, come una macchina fotografica, un click per ricordare in eterno. Un giorno inizia però inspiegabilmente a sparire, la sua voce diviene un sussurro, fino ad estinguersi del tutto, il suo corpo si dissolve e nessuno riesce più a vederla. Sua madre, incinta della sorellina, non si accorge di lei, non la vede e non la sente. Faith capisce ben presto, che non è solo lei ad essere diventata invisibile, ma i ricordi del suo passato sono stati cancellati dalla mente della madre, come se non fosse mai esistita.

La vita di Faith inizia a diventare sempre più complicata, a cominciare da un misterioso uomo vestito di nero, che le consegna degli auricolari, dei guanti e un biglietto. Faith capisce di essere all’interno di un gioco, un gioco che le può costare la vita, ma anche dare speranza per tornare a vedere.

Recensione

Devo ammettere che la copertina mi aveva inizialmente fatto un po’ storcere il naso, e non perché non fosse bella, ma perchè l’ho trovata un po’ fuorviante. Prima di leggere la trama ero convintissima che si trattasse dell’ennesima trilogia erotica, non chiedetemi perché, ma ne ero proprio certa! Per fortuna mi sbagliavo…

La rivelazione di questo libro è Faith, una sedicenne la cui vita viene improvvisamente stravolta e le cui emozioni arrivano dritte al cuore, pagina dopo pagina. L’autrice ha la capacità di dipingere in modo chiaro ogni sentimento provato dalla protagonista, dalla rabbia, alla paura, alla tristezza, rendendola vera e spingendoci a provare empatia per lei.

La costruzione di personaggi credibili è spesso difficile da trovare in un libro, tuttavia Faith mi è piaciuta tantissimo appunto perché ogni sua azione o pensiero fanno di lei una persona reale, con pregi, difetti, paure, in parole povere emozioni. E so di risultare ripetitiva, ma è difficile spiegare a parole quanto abbia apprezzato questo personaggio. Devo ammettere però che a volte l’ho trovata fin troppo matura per la sua età, forse dare al personaggio qualche anno in più sarebbe stata una scelta migliore.

La trama l’ho trovata piuttosto originale, mi è piaciuta la suspence, il non sapere cosa accadrà.  Perchè Faith e gli altri sono invisibili? Chi è l’uomo in nero? E cosa vogliono da loro gli Alfa e i Beta? Tutte domande che necessitano di una risposta, e così mi sono ritrovata a divorare le pagine, una dopo l’altra, alla ricerca della verità.

Se devo trovare un punto negativo, sceglierei la lunghezza. Mi sarebbe piaciuto fosse più lungo, perché la lettura è talmente scorrevole che ben presto mi sono trovata ad aver terminato il libro. So che questo è solo il primo capitolo di una trilogia, ma avrei voluto avere altro materiale da leggere!

Lo stile di Chiara Panzuti è ben definito, cattura l’essenza senza risultare scontato o noioso, è descrittivo al punto giusto, senza dilungarsi in inutili fronzoli. Insomma, mi piace davvero molto!

Il mio voto per questo romanzo è di 4 su 5

Non dimenticate di lasciarmi un commento!

Se volete preordinare questo libro potete farlo qui al prezzo di 12,75€ per la copertina flessibile e di 4,99€ per l’e-book.


Se il mondo non ti vede, come puoi farne parte?

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Shadowhunters – Città di ossa [RECENSIONE]

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Al Pandemonium Club di New York si fanno strani incontri. Seguendo un affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, Clary vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull’elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché i guerrieri sono Shadowhunters, cacciatori di demoni, e nessun altro, tranne Clary, può vederli. Da quella notte il suo destino si lega sempre più a quello dei giovani Cacciatori, soprattutto a quello del magnetico Jace: poteri che non aveva mai avuto e ricordi sepolti nella sua memoria cominciano a riaffiorare come se qualcuno avesse voluto tenerglieli nascosti fino ad allora. Clary desidera solo ritrovare la madre misteriosamente scomparsa, ma sarà coinvolta in una feroce lotta per la conquista della Coppa Mortale, una lotta che la riguarda molto più di quanto creda…

Innanzitutto ciao a tutti i lettori del blog!

Premessa

Premetto di essere una di quelle persone che non era a conoscenza della saga di Shadowhunters fino all’uscita del film di qualche anno fa, e che dopo averlo visto per caso in televisione, ne è rimasta indifferente. Dopo la visione infatti ho perso qualsiasi interesse per la saga, e non mi è mai passato per la mente di leggere i libri. Poco più di mese fa però mi sono abbonata a Netflix e ho iniziato a guardare la serie tv (nonostante avessi letto solo cattive recensioni). Tralasciando la recitazione degli attori, non mi è dispiaciuta, ma probabilmente dipende dal fatto che non avevo ancora letto i libri. Ho acquistato quindi subito il primo volume della saga, che oggi recensisco per voi!

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Recensione

La tranquilla vita di Clary, che si divide tra la casa in cui vive con la madre Jocelyn, la passione per il disegno e il suo migliore amico Simon, viene improvvisamente sconvolta dall’incontro con un gruppo di ragazzi, che si rivelano essere Shadowhunters, cacciatori di demoni. La scomparsa della madre e l’attacco di strane creature mostruose, la portano alla scoperta di un mondo abitato da Demoni, Licantropi, Vampiri, Fate e Stregoni. Clary è disposta a tutto pur di salvare sua madre, anche affidare la propria vita nelle mani degli Shadowhunters, in particolarmodo di Jace, un cacciatore dalle doti straordinarie.

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Sherlock Holmes, Uno studio in rosso [Recensione]

Ciao a tutti!

Era da tanto tempo che volevo iniziare a leggere la serie di gialli di Arthur Conan Doyle, ma per un motivo o per l’altro ho sempre rimandato. Mi sono decisa quando ho visto la serie tv Sherlock, di cui mi sono innamorata e ho capito che non potevo più rimandare! La mia avventura nel mondo di Sherlock Holmes è iniziata con il primo libro, Uno studio in rosso. Se avete visto la serie tv, la trama vi ricorderà la prima puntata, “Uno studio in rosa”.

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Il cadavere di un uomo viene ritrovato in una casa abbandonata. Non è ferito, ma ci sono tracce di sangue sulla scena del crimine. Scotland Yard brancola nel buio. Agli ispettori Lestrade e Gregson non rimane che un’unica soluzione: chiedere l’aiuto del miglior consulente investigativo di Londra, Sherlock Holmes. Il detective è restio ad intervenire, è sicuro che alla fine il merito della risoluzione del caso andrà alla polizia, ma il suo coinquilino, il dottor John Watson, insiste. Il richiamo del mistero è irresistibile, e così i due lasciano il loro appartamento, al 221 B di Baker Street, per vivere la loro prima avventura insieme…

John Watson è un medico militare in congedo, in seguito a delle ferite riportate in guerra, che fa rientro a Londra con l’intenzione di cercare un appartamento da condividere. Un vecchio amico gli presenta l’investigatore Sherlock Holmes, anch’egli in cerca di una casa, con cui inizia una convivenza al 221B di Baker Street.

Sherlock Holmes si rivela da subito un uomo eccentrico ma pieno di risorse, viene infatti contattato dalla polizia inglese per risolvere un caso misterioso, la morte di un uomo che all’apparenza non presenta segni di contusioni o tracce di sangue. Il corpo è accompagnato dalla scritta Rache (vendetta) e da una fede nuziale femminile.

Ad un certo punto della storia incontriamo una lunga digressione, la trama cambia infatti epoca e ambientazione. Inizialmente non riuscivo a capirne la ragione, ma la storia risulta talmente coinvolgente che ero certa che continuando, l’avrei presto scoperta.

“Il cervello di un uomo si presenta inizialmente come una soffitta: occorre scegliere i mobili con cui riempirla. È sciocco colui che ci mette dentro qualsiasi oggetto.”

La digressione diventa quindi fondamentale per la conclusione della storia, e ogni tassello torna al proprio posto. Del caso non ci vengono forniti indizi sufficienti per risolverlo durante la lettura, lo viviamo attraverso il racconto di Watson e le deduzioni dell’investigatore privato.

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Nonostante il romanzo sia datato 1887, risulta estremamente attuale e scorrevole. I protagonisti appaiono veri, eccentrici certo (soprattutto Holmes), ma mai eccessivi. Ed è facile immedesimarsi in Watson, che è poi anche l’alter-ego dell’autore.

L’unica pecca? Avrei voluto fosse più lungo! Non tanto per il delitto in sè, ma piuttosto per conoscere meglio i due protagonisti, che ad un primo impatto per un lettore che si è appena avvicinato alla serie, risultano ancora sconosciuti. Per fortuna ho ancora tre romanzi e cinquantasei racconti per vivere le avventure di Sherlock e Watson!

Il mio voto per questo primo capitolo della serie è di 4,5 su 5.

Se volete acquistare questo romanzo, potete trovarlo qui.

E voi, lo avete letto? Fatemi conoscere la vostra opinione nei commenti!

Se ti è piaciuto questo articolo, vedi anche Sherlock Holmes, dai libri allo schermo.

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[Recensione] Il Baco da Seta – Robert Galbraith (J.K Rowling)

Ciao a tutti, come procede la settimana?

Io ho finito giusto ieri di leggere Il baco da seta di J.K Rowling, secondo capitolo della serie di gialli pubblicata con lo pseudonimo Robert Galbraith. Vi lascio alla sinossi del romanzo e poi alla mia opinione in merito. (Potete trovare la recensione del primo libro qui)

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Londra. L’eccentrico scrittore Owen Quine non si fa vedere da giorni. Non è la prima volta che scompare improvvisamente, ma non è mai stato via così tanto tempo e la moglie ha bisogno di ritrovarlo. Decide così di assumere l’investigatore privato Cormoran Strike per riportare a casa il marito. Ma appena Strike comincia a indagare, appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c’è molto di più di quanto sua moglie sospetti. Lo scrittore se n’è andato portando con sé il manoscritto del suo ultimo romanzo, pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce, soprattutto di quelle che ruotano attorno al suo mestiere. Se venisse pubblicato, il libro di Quine rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler mettere a tacere lo scrittore…

Cormoran Strike è un veterano rimasto ferito in guerra, che lavora come investigatore privato a Londra. Aiutato dalla sua assistente Robin, si mette sulle tracce di Owen Quine, uno scrittore che risulta scomparso. Quella che però appare come una semplice fuga, si rivela essere molto più misteriosa. Il fattore scatenante, sembra infatti essere il manoscritto del suo nuovo romanzo, che mette in cattiva luce molte delle conoscenze di Quine.

Se nel primo capitolo non conoscevamo granchè della vita del protagonista Cormoran Strike, Il baco da seta ci offre una visione più ampia della sua vita, permettendoci di conoscerlo meglio e quindi provare empatia per il personaggio. La stessa cosa accade per Robin, anche se le pagine dedicate a lei sono talmente scarse, che risulta quasi marginale. Tuttavia i due personaggi interagiscono tra loro molto di più, seppur mantenendo un rapporto quasi distaccato e professionale, fatta eccezione per alcuni episodi.

La trama ha risvolti più macabri del precedente, adatti ad un pubblico più maturo. Lo si evince, oltre ai temi trattati, anche dalla maggiore complessità della scrittura e dai dialoghi. Come il precedente, anche il Baco da Seta è un romanzo corposo (550 pagine circa). A mio parere alcune parti potevano essere ridimensionate, lo scritto sarebbe risultato più fluido. In alcuni momenti infatti, mi sono ritrovata sopraffatta dai dialoghi e dalle descrizioni troppo lunghe.

Il caso non mi ha coinvolta come il precedente, non mi ha tenuta incollata alle pagine come Il Richiamo del Cuculo, ero più interessata alle vite private dei protagonisti, che al caso stesso. Se nel precedente avevo lamentato il fatto che non si parlasse abbastanza di Cormoran, in questo capitolo sono stata soddisfatta, scoprendo qualcosa in più sul suo passato.

Anche questa volta non sono arrivata alla soluzione, ma forse ho solo un pessimo fiuto per gli indizi!

Il mio voto per questo romanzo è di 3,5 su 5.

Sono pochi gli scrittori che hanno il talento della Rowling, la sua scrittura è magistrale e su questo non c’è alcun dubbio, però a mio parere alcune cose potevano essere migliorate. In questo caso vige la regola del less is better, ovvero meno pagine avrebbero garantito più scorrevolezza. Un encomio speciale per la caratterizzazione dei personaggi, in cui J.K Rowling è sempre la migliore!

Non nego di essere rimasta un po’ delusa, ma nel complesso è sicuramente una buona lettura. Sono curiosa di leggere il prossimo!

Voi lo avete letto? Fatemi conoscere la vostra opinione nei commenti!

Potete acquistare Il baco da seta al prezzo di 10,97€ su amazon o gli altri romanzi della serie, Il richiamo del cuculo e La via del male.

 

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Recensione – Emma di Jane Austen

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Emma Woodhouse è una giovane ricca e sfrontata, con una sola passione: combinare matrimoni. Dopo aver trovato marito alla governante che le ha fatto da madre, si dedica con grande determinazione a Harriet Smith, una ragazza povera e ingenua, che spera di poter spingere tra le braccia del reverendo Elton. Anche se il tentativo si rivela fallimentare, Emma continua a intrecciare flirt con l’indipendenza di chi non teme i sentimenti, finendo però per cadere lei stessa vittima delle proprie manovre.

Attenzione: l’articolo contiene spoiler!

“Sto per descrivere un’eroina che non potrà piacere a nessuno, fuorché a me stessa”.

Ero stata avvisata da Jane Austen in persona, che ha prudentemente avvertito i lettori prima di iniziare  il romanzo, eppure ero certa che l’avrei adorata al pari di Elizabeth. Ammetto subito che così non è stato, ma c’è sicuramente un motivo se Orgoglio e Pregiudizio è il lavoro migliore della Austen.

Emma viene continuamente osannata per la sua intelligenza, eppure di lei vengono messi in luce una serie infinita di difetti che nessuno sembra notare. E’ fastidiosa, capricciosa e viziata. Ritiene di avere un inesistente talento per combinare matrimoni, eppure non è in grado di accorgersi dei reali sentimenti che la sua amica Harriet prova per un uomo considerato troppo inferiore secondo gli standard di Emma. Eppure…

Eppure Jane Austen ha la capacità di trasformare completamente l’opinione del lettore nei confronti del protagonista, perchè se prima ci troviamo a provare antipatia per Emma, alla fine facciamo il tifo per lei e speriamo che abbia un lieto fine.

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